Inaugurata la nuova sede UNI.CO. presso la CNA di Catania

In Piazza dei Martiri un nuovo punto di riferimento per l’accesso al credito delle piccole imprese

Catania- È stata inaugurata oggi la nuova sede di UNI.CO. presso gli uffici provinciali della CNA di Catania, in Piazza dei Martiri 8. Al taglio del nastro hanno partecipato il direttore generale del Confidi Paolo Mariani, il presidente e il segretario di CNA Sicilia Filippo Scivoli e Piero Giglione, il vicesindaco di Catania Massimo Pesce, il presidente di CNA Catania Davide Trovato e il segretario Andrea Milazzo.

Con questa apertura artigiani e piccole imprese potranno trovare nella stessa sede il supporto della CNA e le competenze specialistiche di UNI.CO. per la consulenza finanziaria, le garanzie e l’accesso al credito. La nuova sede rafforza la presenza del Confidi in Sicilia e il suo rapporto diretto con il tessuto produttivo catanese.

«La presenza di UNI.CO. nella sede dell’associazione nasce dalla volontà di rendere più vicini e accessibili alle imprese i servizi di consulenza, garanzia e accompagnamento nell’accesso al credito – ha dichiarato il presidente di CNA Catania, Davide Trovato e Andrea Milazzo –. Per un’impresa poter contare su interlocutori che conoscono il territorio e le sue esigenze può fare la differenza quando deve finanziare un investimento o affrontare una fase delicata della propria attività».

Il rafforzamento dei servizi di prossimità assume particolare rilievo in un contesto in cui l’accesso al credito resta difficile per molte piccole imprese. Secondo le elaborazioni richiamate da UNI.CO. su dati della Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese si è ridotto del 46%, a fronte di una contrazione del 31% per le società non finanziarie e del 15% per il totale del credito ai residenti. In questo scenario, i confidi possono facilitare il dialogo con il sistema bancario e sostenere la capacità di investimento delle imprese.

«L’apertura della sede catanese – ha detto il direttore generale di UNI.CO. Paolo Mariani – è una importante occasione perché non potevamo non essere in una delle città più importanti della Sicilia cioè Catania. Cosa si può dare all’impresa o alle imprese che ci chiederanno sostegno? Innanzitutto facilitare l’accesso al credito. Oltre a questo, fare anche direttamente credito perché lo sappiamo e lo vogliamo fare. E poi fare anche consulenza: diciamo che vogliamo far sì che le imprese abbiano tutte le informazioni sia per utilizzare il credito ma anche per migliorare la funzionalità delle imprese», ha concluso il direttore Mariani.

Accanto al rilascio di garanzie, UNI.CO. offre finanziamenti diretti a medio e lungo termine, fideiussioni e assistenza alle imprese nell’accesso a bandi e agevolazioni. La collaborazione con associazioni di categoria, banche e istituzioni locali permette al Confidi di affiancare le imprese nelle diverse fasi della loro attività.

Il percorso di crescita di UNI.CO. ha ampliato progressivamente la sua presenza nel Centro e nel Sud Italia, anche attraverso le fusioni con diverse Cooperative di Garanzia, tra cui Unifidi Sicilia e Credimpresa. Oggi il Confidi conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 139 milioni di euro e dieci sedi operative in sette regioni: Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia.

Alla base di questa espansione c’è un modello di credito fondato su prossimità, ascolto e profonda conoscenza dei territori. UNI.CO. affianca alla tradizionale valutazione economico-finanziaria un’attenzione costante alle persone, ai valori cooperativi, alle relazioni e al contesto sociale in cui operano le micro, piccole e medie imprese artigiane e commerciali.

«L’apertura di UNI.CO. – ha detto il presidente di CNA Sicilia Filippo Scivoli – è uno strumento importante perché in un tessuto economico così importante come quello catanese, adesso abbiamo la possibilità di mettere a disposizione di tutte le imprese che noi rappresentiamo uno strumento importante, un Confidi che, per sua natura, fa da tramite – per quelle che sono poi le problematiche per l’accesso al credito – a quelli che sono i rapporti con gli istituti, presenti all’inaugurazione e questo ha dato valore alla giornata. Oggi CNA si è dotata di uno strumento importante e dunque l’inaugurazione della nuova sede è un momento importante. Ci auguriamo che da oggi in poi inizieremo a parlare di traguardi sempre più ambiziosi».

«Siamo noi che ringraziamo voi» ha detto, a nome dell’amministrazione, il vicesindaco di Catania Massimo Pesce intervenendo alla cerimonia di inaugurazione: «occorre stare tutti insieme e anche noi, come amministrazione, abbiamo delle responsabilità verso le imprese: dalla mobilità alle infrastrutture alla semplificazione amministrativa, è nostro compito migliorare per permettere a chi vuole fare impresa di investire nella nostra città  senza difficoltà. Da soli – ha concluso il vicesindaco – non si va da nessuna parte: il nostro auspicio è che la sinergia funzioni per permettere anche alle piccole e medie imprese, con l’aiuto anche di UNI.CO., di far crescere la nostra città che può e deve diventare un’opportunità per i giovani che possono scegliere di rimanere qua. Garantire loro l’accesso al credito significa dare sostegno per la realizzazione di un loro sogno».

UNI.CO. e Fidimpresa Italia:approvata dalle Assemblee la fusione per incorporazione

L’operazione porterà alla nascita di un unico grande polo creditizio nel Centro-Sud Italia con circa 100 mila imprese socie e un patrimonio netto di circa 140 milioni di euro.

Ancona/Roma- Le Assemblee dei soci di UNI.CO. e Fidimpresa Italia hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Fidimpresa Italia in UNI.CO., completando un passaggio decisivo verso la realizzazione dell’operazione.

Secondo il cronoprogramma attualmente previsto, la fusione dovrebbe acquisire efficacia a partire dal 1° novembre 2026.

L’operazione nasce dalla volontà condivisa di rafforzare il sostegno alle piccole e medie imprese, valorizzando competenze, relazioni e radicamento territoriale. L’integrazione consentirà di costruire una realtà ancora più solida e capillare, in grado di offrire un supporto ad ampio raggio nell’accesso al credito, nel rilascio di garanzie, nel credito diretto e nella finanza agevolata.

La fusione consoliderà il ruolo di UNI.CO. come punto di riferimento per lo sviluppo del tessuto produttivo del Centro-Sud, valorizzando al contempo il patrimonio di competenze e la presenza storica maturati da Fidimpresa Italia nel territorio laziale.

I numeri dei due Confidi

Fidimpresa Italia, Confidi vigilato dalla Banca d’Italia e di emanazione di Unindustria, conta oggi 3.639 imprese socie, un patrimonio netto di 10,25 milioni di euro, un portafoglio di garanzie in essere di 63,31 milioni di euro e un portafoglio di crediti diretti pari a 5,28 milioni di euro. Un’esperienza consolidata nei servizi finanziari che contribuirà ad ampliare la capacità operativa di UNI.CO., favorendo nuove sinergie e una maggiore diversificazione territoriale e settoriale.

UNI.CO., nato nel 2019 nelle Marche, si è affermato negli anni come uno dei principali operatori del sistema dei Confidi italiani. Al termine dell’operazione, la cooperativa potrà contare su circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto post-fusione di circa 140 milioni di euro e 11 sedi operative distribuite in 7 regioni: Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia.

Le dichiarazioni

«L’operazione ci consentirà di accrescere la nostra capacità di intervento e di mettere a disposizione delle imprese un’offerta ancora più completa – evidenzia il Direttore generale di UNI.CO. Paolo Mariani – L’obiettivo è valorizzare le professionalità e le relazioni costruite da Fidimpresa Italia, assicurando continuità e sviluppando nuovi servizi nel campo delle garanzie, del credito diretto e della finanza agevolata. La crescita dimensionale, per UNI.CO., non è mai fine a sé stessa: serve a essere più solidi, più efficienti e ancora più vicini agli imprenditori».

«Questa operazione rappresenta un passaggio strategico fondamentale per il futuro del Confidi, per la tutela delle PMI e per il sostenimento del territorio che da sempre accompagniamo in sinergia con Unindustria — afferma Giancarlo Abete, Presidente di Fidimpresa Italia — Siamo fieri del percorso compiuto finora e certi che questa integrazione valorizzi appieno il lavoro svolto da Fidimpresa Italia. Il nostro patrimonio di relazioni e la radicata presenza territoriale vengono così proiettati in una dimensione nazionale di primissimo piano, in un contesto storico in cui l’accesso al credito richiede intermediari finanziari sempre più solidi, strutturati ed incisivi».

La fusione si inserisce in una strategia di aggregazione e consolidamento, nella quale il Lazio crede fortemente anche per il suo vissuto associativo, attraverso cui UNI.CO. e Fidimpresa Italia intendono rispondere con maggiore efficacia ai cambiamenti del mercato del credito e alle crescenti necessità delle PMI dei propri territori accompagnandone investimenti, innovazione e progetti di crescita.

UNI.CO.: un progetto condiviso dal Centro- Sud Italia: 100 mila imprese socie e 129 milioni di patrimonio.

Il meeting annuale delle risorse interne a Palermo segna il rafforzamento della presenza in Sicilia dopo l’ingresso della Cooperativa di Garanzia di Palermo ed Enna

Palermo è stata quest’anno la sede dell’incontro annuale che UNI.CO. dedica alle proprie risorse interne, un appuntamento – andato in scena sabato 14 marzo all’Hotel Saracen – che riunisce dirigenti e collaboratori provenienti dai territori in cui opera il confidi e che rappresenta un momento di confronto sulle strategie e sul percorso di sviluppo della cooperativa.

La scelta del capoluogo siciliano non è casuale. La Sicilia è infatti l’ultima regione, in ordine di tempo, ad essere entrata nel perimetro operativo di UNI.CO., con l’incorporazione, dopo Unifidi Ragusa, delle Cooperative di Garanzia di Palermo e di Enna, “Credimpresa” e “Consorzio Eurofidi”, operazioni che hanno rafforzato la presenza della struttura nel Mezzogiorno e ampliato la platea delle imprese servite.

Quella di UNI.CO. è una crescita relativamente recente ma particolarmente rapida. La cooperativa ha infatti avviato il proprio percorso nel 2019 nelle Marche, regione che continua a rappresentare il cuore del sistema, e in pochi anni ha ampliato progressivamente la propria presenza territoriale fino a diventare una delle realtà più rilevanti del sistema dei confidi italiano e del Centro-Sud.

Oggi UNI.CO. conta circa 100 mila imprese socie, un patrimonio netto di 129 milioni di euro e 10 sedi operative distribuite in sette regioni italiane – Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Lazio e Sicilia – con una presenza radicata nei territori e una rete di servizi dedicati alle piccole e medie imprese.

Il ruolo dei confidi assume oggi un valore ancora più strategico in un contesto in cui l’accesso al credito per le piccole imprese si è progressivamente ridotto. Secondo elaborazioni su dati Banca d’Italia, tra il 2012 e il 2025 il credito alle piccole imprese è diminuito del 46%, una contrazione molto più marcata rispetto al –31% registrato dalle società non finanziarie e al –15% del totale del credito ai residenti. In questo scenario realtà come UNI.CO. rappresentano uno strumento sempre più importante per facilitare il rapporto tra imprese e sistema bancario e per sostenere la capacità di investimento del tessuto produttivo.

Nel corso della giornata di lavoro di Palermo – intitolata “UNI.CO. Terre Comuni. Persone, associazioni, imprese: una responsabilità condivisa” – sono stati condivisi i risultati raggiunti negli ultimi anni e le prospettive di sviluppo della cooperativa, che ha progressivamente ampliato la propria dimensione attraverso un percorso di integrazione tra realtà diverse mantenendo al tempo stesso un forte legame con i sistemi economici locali ed il territorio.

“Il percorso che abbiamo costruito in questi anni dimostra che è possibile far crescere un confidi mantenendo un forte legame con i territori”, osserva Paolo Mariani, direttore generale di UNI.CO. “Siamo partiti dalle Marche con l’idea di costruire uno strumento utile alle imprese locali, nel tempo questo progetto si è allargato progressivamente fino a diventare la prima realtà del Centro-Sud Italia. La nostra crescita non è mai stata una corsa alle dimensioni, ma il risultato di relazioni costruite nel tempo e di un lavoro condiviso con le associazioni di categoria, il sistema bancario e le imprese”.

La convention, alla quale hanno partecipato anche i segretari nazionali di Cna Otello Gregorini e Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha rappresentato anche un’occasione per riflettere sul ruolo che i confidi possono continuare a svolgere in una fase di trasformazione del sistema del credito e delle politiche di sostegno alle imprese. L’esperienza maturata da UNI.CO. negli ultimi anni mostra come i processi di crescita e aggregazione nel settore trovino maggiore solidità quando nascono da percorsi progressivi e condivisi tra le realtà coinvolte e da una integrazione costruita nel tempo.

“Quando persone, associazioni e imprese dimostrano di condividere le responsabilità, e questo è il vero valore, allora il sistema funziona ed il Confidi diventa un modello distintivo. I Confidi sono una risposta alla drastica trasformazione del sistema bancario e al loro allontanamento dai territori ed insieme alle sigle di rappresentanza sono gli unici che ancora ‘guardano in faccia’ le imprese e ne capiscono i bisogni e questo fa la differenza” sottolinea Mamoli.   

“Oggi si può dire senza essere smentiti che UNI.CO. in sei anni è riuscito a concretizzare il suo potenziale partendo dalle Marche ed arrivando sino alla Sicilia raggiungendo numeri di grande rilievo. UNI.CO. deve continuare ad accogliere le imprese, attraverso le associazioni di categoria, per continuare a sostenere le Pmi in situazioni complesse date da continue emergenze. L’incertezza purtroppo fiacca chiunque ma soprattutto la piccola impresa. Di fronte a questo contesto le questioni importanti sono due: da un lato il tema del progetto Artigiancassa, e alle risorse che lo Stato ci mette ogni anno, dall’altro c’è il tema della Legge quadro dell’Artigianato”, le risposte che arriveranno ci potrebbero dare quella certezza di cui abbiamo bisogno” evidenzia Gregorini.

Da Palermo arriva quindi il segnale di una cooperativa che continua a crescere rafforzando la propria presenza nel Centro-Sud Italia e che guarda alle evoluzioni del sistema dei confidi con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di modelli sempre più efficaci di supporto alle imprese.

Un percorso che, nel caso di UNI.CO., parte dai territori e dalle imprese e che negli anni ha dimostrato come la capacità di fare rete e di condividere competenze e progetti rappresenti uno dei fattori decisivi per consolidare il ruolo dei confidi nel sistema economico nazionale.

NELLE FOTO:

-Il Presidente di UNI.CO. Rolando Angeletti, il Segretario Nazionale Confartigianato Vincenzo Mamoli,  il Segretario Nazionale Cna Otello Gregorini e il Direttore Generale di UNI.CO. Paolo Mariani



UNI.CO.: una crescita costante che rafforza il credito alle imprese del Centro-Sud Italia

La fusione di novembre con la Sicilia consolida un progetto nazionale vicino ai territori

Ancona, 23 dicembre 2025 – UNI.CO., Confidi di riferimento del Centro-Sud Italia, prosegue il proprio percorso di crescita e consolidamento, rafforzando il sostegno alle piccole e medie imprese attraverso un modello di credito fondato su prossimità, ascolto e conoscenza dei territori, che affianca alla valutazione economico-finanziaria un’attenzione costante alle persone, ai valori cooperativi, alle relazioni e al contesto sociale in cui le imprese operano.
Nata nel 2019 con una base di 39.620 imprese socie e un patrimonio netto pari a 56 milioni di euro, UNI.CO. ha registrato in soli sei anni uno sviluppo continuo e strutturato, arrivando nel 2025 a contare 97.000 imprese socie e un patrimonio che ha raggiunto i 126 milioni di euro. Un percorso di crescita che testimonia la solidità del progetto e la fiducia crescente del tessuto imprenditoriale e delle associazioni di categoria che hanno deciso di aderire a questa nuova visione di accesso al credito.


Un ulteriore passaggio strategico fondamentale di questo percorso è rappresentato dalla fusione con le Cooperative di Garanzia di Napoli, Palermo Enna e Viterbo, che ha consentito a UNI.CO. di rafforzare la sua presenza nel centro-sud Italia con una particolare focalizzazione sulla Sicilia nonché di entrare per la prima volta nel territorio laziale e campano. Le tre regioni sono infatti strategiche per lo sviluppo economico del Mezzogiorno. L’operazione ha portato all’ingresso di oltre 15 mila nuove imprese socie e circa 19 milioni di patrimonio, ampliando ulteriormente la base associativa e valorizzando settori economici chiave del territorio.


«Il nostro progetto è cresciuto perché ha saputo mettere al centro le imprese, costruendo un rapporto basato su rispetto, coinvolgimento e responsabilità condivisa», dichiara Paolo Mariani, Direttore Generale di UNI.CO. «La fusione con le realtà territoriali della Sicilia, Campania e Lazio rappresenta non solo un ampliamento geografico, ma un rafforzamento della nostra visione: “Un Confidi inclusivo capace di interpretare le specificità locali e di accompagnare le imprese con strumenti di credito più umani, consulenziali e sostenibili”».
UNI.CO. a seguito del perfezionamento di tali operazioni, opera oggi in Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania e Sicilia, confermando il proprio motto: “Il nostro Nord è il Sud”. Un approccio che punta a superare logiche meramente numeriche, privilegiando la qualità delle relazioni e l’efficacia degli interventi a sostegno delle imprese artigiane, commerciali e delle micro e piccole realtà produttive.


Il 2025 si chiude dunque all’insegna della crescita e del consolidamento. Il risultato di bilancio si preannuncia positivo, a conferma della sostenibilità economica del modello di UNI.CO. e della capacità della cooperativa di coniugare crescita patrimoniale, affidabilità e supporto concreto al sistema produttivo.
«Investire nel Sud significa investire nella crescita dell’intero Paese», conclude Mariani. «UNI.CO. continuerà a farlo con responsabilità, competenza e con una presenza sempre più capillare accanto alle imprese».

“Le Regioni e UNI.CO – Un’apertura di credito alle imprese del territorio”. A Recanati confronto tra il presidente delle Marche Acquaroli e il presidente dell’Abruzzo Marsilio

RECANATI, 11 giugno 2025 – Grande partecipazione questa mattina a Recanati per il convegno “Le Regioni e UNI.CO – Un’apertura di credito alle imprese del territorio”, che ha visto la presenza delle principali istituzioni di Marche e Abruzzo e rappresentanti del mondo economico, in un dialogo costruttivo su credito, sviluppo e coesione territoriale.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Recanati Emanuele Pepa, ha preso la parola il Presidente di UNI.CO. Rolando Angeletti, che ha sottolineato il ruolo del Confidi come leva concreta di sostegno per il sistema produttivo locale.

A seguire, l’intervento del Direttore Generale di UNI.CO. Paolo Mariani, che ha aperto i lavori con una relazione introduttiva forte di numeri e risultati:

“Oggi UNI.CO. rappresenta una realtà consolidata, con oltre 82.000 imprese socie, distribuite tra Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania e Sicilia. L’obiettivo è ambizioso: superare le 97.000 imprese entro novembre 2025, grazie anche a nuove fusioni in corso, che porteranno il patrimonio netto da 105 milioni attuali a oltre 120 milioni di euro. Nelle Marche, dove UNI.CO. è storicamente radicato, sono stati erogati 756 milioni di euro di credito garantito dal 2020 a oggi. Un volume che testimonia il radicamento e l’efficacia del Confidi sul territorio. In Abruzzo, dove UNI.CO. è operativo da meno di due anni, sono già stati raggiunti 54 milioni di euro di erogato.  Questi dati dimostrano come, anche in contesti regionali differenti, il Confidi possa essere uno strumento efficace di politica industriale. Nelle Marche, dove il modello è consolidato, e in Abruzzo, dove si sta sviluppando con forza, UNI.CO. ha contribuito in modo significativo a sostenere investimenti, produttività e occupazione.”

Nel corso della mattinata sono intervenuti anche altri rappresentanti del mondo economico- Massimiliano Polacco, esponente del Board of Governance di SEAC S.p.A. e delegato Confcommercio, ha evidenziato la necessità di promuovere un’educazione finanziaria “attiva” e di rafforzare il ruolo associativo nell’ecosistema del credito. Bruno Panieri, Direttore Politiche Economiche di Confartigianato Imprese, ha sottolineato l’importanza del credito come leva di rilancio per le PMI, in particolare in un contesto di evoluzione dell’industria artigiana.

Nella seconda parte dell’evento si è svolto il panel “Regioni a confronto”, con Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche, e Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo. Il confronto ha messo in luce modelli virtuosi già in atto e il ruolo strategico delle Regioni nella costruzione di strumenti di credito efficaci e inclusivi.

“Abbiamo destinato 91 milioni di euro tramite UNI.CO. a favore del credito per le imprese – ha detto Acquaroli – una risposta concreta in un periodo segnato da eventi straordinari come la pandemia e la guerra in Ucraina. Ma so bene che non basta: servono nuove risorse e strumenti per accompagnare la crescita. “L’Europa deve fare di più per proteggere le sue filiere produttive. Serve una politica industriale europea seria e coerente. La competitività del nostro territorio passa anche da infrastrutture solide, logistica efficiente e formazione di qualità. Non possiamo permettere che le Marche o l’Abruzzo restino indietro.”

Ha aggiunto il presidente Marco Marsilio: “Nel mio primo anno di mandato ho trovato una realtà frammentata, con una dozzina di confidi piccoli e spesso inefficienti. Era chiaro che dovevamo cambiare modello. Mi ha colpito la capacità delle Marche di superare le divisioni tra associazioni di categoria per costruire un sistema forte. Stiamo cercando di replicare quello stesso approccio anche in Abruzzo. Oggi, grazie a UNI.CO. e FIRA, in soli due anni siamo arrivati a 54 milioni di euro erogati. La Regione non ha risorse infinite, ma può e deve fare da volano. Penso ad esempio a quello che abbiamo fatto per lo sviluppo dell’aeroporto d’Abruzzo, sostenendo noi stessi l’abbattimento delle tasse di imbarco per aumentare le rotte. È uno sforzo che vale la pena fare.

Ha concluso i lavori Otello Gregorini, Segretario Generale CNA, lanciando un appello chiaro: “Quando parliamo di credito, parliamo di PMI. Non possiamo più permetterci un sistema bancario e legislativo pensato solo per le grandi imprese. Le piccole e micro imprese sono la colonna vertebrale dell’economia italiana, soprattutto nel Centro-Sud. Serve una finanza su misura, vicina al territorio. Abbiamo creato UNI.CO. proprio per dare una risposta strutturata e concreta, e oggi è una delle principali esperienze di Confidi del Centro-Sud. Abbiamo fatto i compiti a casa. Ora tocca anche agli altri: alla politica, alle banche, al legislatore.”

A moderare l’intera giornata è stata in maniera impeccabile la giornalista e scrittrice Chiara Lico.

A margine, un omaggio simbolico è stato consegnato ai due presidenti regionali: una moneta celebrativa della città di Recanati e volumi dedicati alla sua storia, consegnati dal Sindaco Pepa e dal Direttore Mariani.

Regione Marche: 90 milioni di euro per sostenere le imprese

La Regione Marche ha annunciato un importante piano di investimenti da oltre 90 milioni di euro per sostenere le imprese attraverso strumenti agevolativi mirati alla capitalizzazione, alla transizione energetica e agli investimenti green.

In particolare, il pacchetto prevede:

8,2 milioni di euro destinati alla capitalizzazione delle imprese, con contributi a fondo perduto per favorire la trasformazione in società di capitali e il rafforzamento patrimoniale delle PMI. Il bando sarà pubblicato nel mese di marzo.

60 milioni di euro per investimenti green, con risorse messe a disposizione dalla Banca Europea per gli Investimenti e dalle banche locali, mentre la Regione interverrà con 5 milioni di euro per abbattere i costi di interessi e garanzie.

20 milioni di euro per la transizione energetica, con finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni.

Un ruolo chiave nella gestione delle misure finanziarie è affidato a Credito Futuro Marche, che nel solo 2024 ha già sostenuto 2.600 imprese, attivando finanziamenti per 250 milioni di euro.

“Nel post Covid l’urgenza era la liquidità, oggi l’obiettivo è supportare gli investimenti per rendere le imprese più competitive a livello europeo e internazionale. La Regione ha avuto la lungimiranza di attivare Credito Futuro Marche già nel 2022, anticipando le esigenze delle aziende e garantendo strumenti adeguati per la crescita”, ha dichiarato Paolo Mariani, portavoce di Credito Futuro Marche.

Con questo intervento, la Regione Marche conferma il proprio impegno nel sostenere le imprese, favorire l’accesso al credito e incentivare la competitività del sistema produttivo locale.

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